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NEWS
Surrogazione di maternità, status del figlio tra adozione in casi particolari e disciplina del riconoscimento a seguito di rapporto incestuoso
La Cassazione, con l'ordinanza n. 5656/2026, rimette la seguente questione alle Sezioni Unite: è possibile, in via interpretativa, estendere il modello legislativo sullo status filiationis dei figli nati da consanguinei anche ai figli nati da gestazione per altri?

Il processo indiziario nell’era dell’intelligenza artificiale: tra prova scientifica e ragionamento inferenziale
Nel processo penale indiziario, l’accertamento della verità si colloca sempre più spesso all’intersezione tra sapere giuridico e sapere scientifico. Accanto alle tradizionali fonti di prova, assumono infatti un ruolo di crescente importanza strumenti di analisi scientifica e tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, capaci di elaborare grandi quantità di dati e di fornire risultati caratterizzati da un elevato grado di affidabilità.

Maltrattamenti in famiglia: la convivenza non coincide con la coabitazione materiale
La Cassazione ribadisce che il concetto di “persona comunque convivente” ex art. 572 c.p. non coincide con la mera coabitazione, ma con un rapporto affettivo stabile, proiettato in una dimensione di progetto di vita comune, secondo gli indici individuati dalla legislazione sulle convivenze di fatto e dalla giurisprudenza costituzionale e di legittimità.

Gestione separata avvocati: due ordinanze della Cassazione chiariscono obbligo di iscrizione e prescrizione
La Suprema Corte interviene su due profili centrali per gli avvocati iscritti alla Gestione separata INPS. Da un lato, afferma che l’obbligo contributivo è ancorato all’effettiva abitualità dell’attività professionale, da accertare in concreto, superando ogni automatismo fondato su soglie reddituali o sul solo contributo integrativo. Parallelamente, esclude che l’omessa compilazione del quadro RR integri di per sé occultamento doloso, imponendo un rigoroso accertamento dell’elemento psicologico ai fini della sospensione della prescrizione.

Daspo c.d. antirissa: la Corte Costituzionale opera un bilanciamento tra libertà costituzionali e prevenzione
La Corte Costituzionale ha ritenuto legittimo, per violazione dell’art. 13 della Costituzione, il divieto di accesso a specifici pubblici esercizi e locali di pubblico intrattenimento (cosiddetto «Daspo antirissa»), previsto dall’art. 13-bis, comma 1, del d.l. n. 14/2017, come convertito.

Limiti alla legittimazione dell’ente previdenziale nel reclamo contro l’omologa degli accordi di ristrutturazione
In tema di accordi di ristrutturazione dei debiti, solo i creditori formalmente costituiti possono reclamare l’omologa, restando escluso l’ente sottoposto a cram down che non abbia proposto opposizione ex art. 48 CCII.

Sinistro stradale e azione risarcitoria del terzo trasportato: irrilevante la responsabilità del conducente dell’altro veicolo
Danni subiti dalla persona trasportata dal veicolo coinvolto nell’incidente stradale: legittima l’azione risarcitoria avanzata direttamente nei confronti della compagni assicurativa del proprietario di quel veicolo. Irrilevante il fatto che la responsabilità sia attribuibile esclusivamente al conducente dell’altro veicolo.

Accesso ai dati dei device nelle indagini penali: l’Italia riscrive le regole dopo la sentenza della Corte di Giustizia UE
La sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 4 ottobre 2024 (causa C‑548/21) impone una revisione della normativa italiana sull’accesso a smartphone e dispositivi digitali nelle indagini penali. L’art. 5 della legge di delegazione europea 2025 attribuisce al Governo una delega legislativa di sei mesi per adeguare il d.lgs. n. 51/2018 e le norme del codice di rito penale ai principi europei su proporzionalità, controllo preventivo, tipizzazione dei reati e diritto all’informazione dell’indagato. L’intervento si inserisce in un contesto di crescente rilevanza probatoria dei device e di simmetria con la riforma interna sul rinnovato art. 254‑ter c.p.p.

Amministrazione di sostegno: non basta la tendenza a spendere oltre misura
La tendenza di una persona a “scialacquare” non può bastare per porla sotto la tutela di un amministratore di sostegno. Questo il principio fissato dai magistrati, chiamati a prendere in esame il delicato caso concernente una donna, di quasi 70 anni, che da oramai tredici anni, a seguito di specifica richiesta avanzata da alcuni suoi familiari, non è libera di gestire il proprio patrimonio, pur lavorando come libera professionista e incassando oltre 3mila euro al mese.

Legittima difesa domiciliare: la Cassazione conferma il proprio orientamento
La legittima difesa domiciliare non consente un’indiscriminata reazione nei confronti di chi si rende responsabile di un’intrusione o dell’illecito trattenimento nell’altrui domicilio, ma presuppone sempre, quantomeno, un pericolo di aggressione e richiede che quest’ultimo sia attuale e tale da rendere inevitabile l’uso dell’arma come mezzo di difesa.

Isolamento disciplinare: la Consulta dichiara inammissibili le questioni sollevate dal Tribunale di Firenze
La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibili le questioni sollevate dal Tribunale di Firenze in relazione agli articoli 33, 39 e 40 della legge n. 354 del 1975, riguardanti l’isolamento del detenuto sottoposto alla sanzione disciplinare dell’esclusione dalle attività comuni.

Firma elettronica qualificata one-shot e mediazione telematica
L’introduzione degli articoli 8-bis e 8-ter nel decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, ha dato piena regolamentazione alla mediazione telematica nell’ordinamento processuale italiano.

Revocatoria fallimentare: sulla revocabilità delle rimesse bancarie e sugli oneri probatori a carico delle parti
In tema di azione revocatoria fallimentare, l’esenzione ex art. 67, comma 3, lett. b), l. fall. richiede rimesse a copertura di conto scoperto e impone al convenuto di allegare e provare che l’eventuale riduzione dell’esposizione debitoria non sia consistente né durevole.

Rito abbreviato e reato continuato: in fase di esecuzione conta la pena concretamente inflitta
Ai fini del trattamento sanzionatorio per il reato continuato in esecuzione, la riduzione per il giudizio abbreviato deve essere considerata avendo riguardo alla pena concretamente inflitta in fase di cognizione, tanto per il reato base quanto per i reati satellite, mentre il limite di cui all’art. 78 c.p. può operare solo sulla pena finale così complessivamente quantificata.

Accordi di ristrutturazione e cram down fiscale: la Cassazione chiude alla transazione con un unico creditore pubblico
La Prima Sezione civile della Corte di Cassazione interviene sul perimetro applicativo del cram down fiscale negli accordi di ristrutturazione dei debiti, confermando l’impostazione restrittiva già maturata in vigenza della legge fallimentare e ribadita dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII) prima del correttivo del 2024.

Validità della sentenza emessa senza notifica del ricorso introduttivo: la parola alle Sezioni Unite
L’assenza di notifica del ricorso introduttivo rende la sentenza inesistente – e quindi sempre contestabile – oppure è comunque necessario impugnarla nei termini, una volta ricevuta la notifica della sentenza stessa? Questa la questione rimessa alle Sezioni Unite.

Legittimo il divieto di concedere due volte la messa alla prova
La Corte Costituzionale ha dichiarato infondate le questioni di legittimità sollevate dal Tribunale di Firenze in merito al divieto di concedere per una seconda volta la messa alla prova per gli adulti (art. 168-bis, quarto comma, c.p.).

Ufficio per il processo: con i bandi PNRR 6.919 addetti diventano organico stabile
Entrano nella fase operativa le procedure di stabilizzazione del personale PNRR impiegato presso il Ministero della Giustizia, con passaggio a tempo indeterminato di 9.368 lavoratori, di cui 6.919 addetti all’Ufficio per il processo, oltre a 712 tecnici di amministrazione e 1.488 operatori data entry, a decorrere dal 1° luglio 2026.

L’ambito di applicazione temporale del nuovo art. 2407 c.c.: due recenti arresti della Corte di Cassazione
I provvedimenti in commento hanno recentemente offerto alla Corte di Cassazione l’occasione di confrontarsi direttamente con gli effetti intertemporali della riforma dell’art. 2407 c.c., introdotta dalla legge 14 marzo 2025, n. 35, e con il problema della applicabilità della stessa ai fatti anteriori alla sua entrata in vigore.

Incompatibilità del giudice dell’esecuzione a seguito dell’annullamento con rinvio pronunciato dalla Cassazione
Con la sentenza n. 27 del 2026, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli artt. 34, comma 1, e 623, comma 1, lett. a), c.p.p. «nella parte in cui non prevedono che, dopo l’annullamento da parte della Corte di cassazione, non possa partecipare al giudizio di rinvio il giudice che ha pronunciato o concorso a pronunciare ordinanza di accoglimento o di rigetto della richiesta di revoca (anche parziale) in sede esecutiva di sentenze irrevocabili di condanna emesse contro la stessa persona per il medesimo fatto, ai sensi dell’art. 669 del medesimo codice».

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