Per l’affidamento in prova anche il volontariato è attività lavorativaLa Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza del Tribunale di sorveglianza che aveva negato l’affidamento in prova al servizio sociale in favore di un condannato per reati in materia di stupefacenti, alla luce dei suoi precedenti e dell’assenza di stabile attività lavorativa, richiamando il proprio consolidato orientamento secondo cui il giudizio prognostico deve concentrarsi sulla condotta successiva e sui comportamenti attuali del condannato, secondo un criterio di gradualità che non può
Distanze legali e alberi confinanti: non basta il vincolo ambientaleLa Cassazione interviene su una controversia di rapporti di vicinato avente ad oggetto alberi piantati a distanza asseritamente irregolare dal confine tra fondi, chiarendo i confini fra disciplina delle distanze legali e normativa pubblicistica di tutela del paesaggio e delle aree boschive.
La sanzione disciplinare che continua a colpireQuando un procedimento disciplinare si conclude con una sanzione definitiva, l'attenzione dell'avvocato si concentra quasi sempre sul provvedimento appena ricevuto. È una reazione comprensibile. La censura, la sospensione o qualunque altra misura disciplinare rappresentano il momento più visibile dell'intervento dell'ordinamento. Talvolta, però, la vera portata della decisione emerge soltanto dopo.
RASSEGNA DELLE SEZIONI PENALI DELLA CASSAZIONE
La Cassazione si pronuncia sulla responsabilità dell’esperto stimatore conseguente ad errori nella periziaLa pronuncia in commento si sofferma su una questione di sicuro interesse per chiunque si occupi di espropriazione immobiliare: la responsabilità del professionista incaricato della stima di un bene nell’ambito di una procedura esecutiva, la cui erronea valutazione dell’immobile abbia inciso sulla determinazione del prezzo e della scelta degli offerenti di partecipare alla gara.
Applicazione dell’art. 48 bis d.P.R. 602/1973 ai compensi dei difensori antistatari in materia di legge PintoIl Ministero della Giustizia ha chiarito che l’art. 48‑ bis , comma 1‑ ter , d.P.R. n. 602/1973 si applica anche ai pagamenti effettuati dalla Pubblica Amministrazione in favore dei difensori antistatari, inclusi quelli liquidati nei procedimenti di equa riparazione ex legge Pinto.
Usura originaria: se il tasso è oltre soglia non è dovuto alcun interesse, anche se mai applicatoIn tema di contratti bancari, ricorre usura originaria quando il tasso convenuto alla stipula supera il tasso soglia, anche se il tasso usurario non viene poi concretamente applicato. Gli artt. 644 c.p. e 1815, comma 2, c.c. sanzionano la mera pattuizione di interessi usurari con la nullità della clausola e la non debenza di alcun interesse.
Controlli difensivi sulla posta elettronica aziendale: privacy, fondato sospetto e utilizzabilità dei datiQuando e a quali condizioni il datore di lavoro può accedere alla posta elettronica aziendale del dipendente per svolgere controlli difensivi, in presenza di un fondato sospetto di illecito?
Quando il provider blocca il servizio: illegittima sospensione e diritto ai dati nel cloudNel contratto di fornitura e gestione di software in modalità cloud , il provider è tenuto a garantire la continuità del servizio e l’accessibilità dei dati del cliente. La sospensione unilaterale del servizio con blocco dei dati, giustificata da una pretesa morosità, integra un inadempimento grave, ove sproporzionata e contraria a buona fede, non potendo l’eccezione di inadempimento tradursi in uno strumento di pressione. Ne consegue la risoluzione del contratto e l’obbligo di restituzione dei
Atti persecutori: la mancata comparizione del querelante citato testimone non integra remissione tacita della querelaLa Quinta Sezione penale della Corte di Cassazione affronta il delicato rapporto tra disciplina generale della remissione della querela e regime speciale previsto per il delitto di atti persecutori ex art. 612- bis c.p., con specifico riguardo alla nuova ipotesi di remissione tacita introdotta dall’art. 152, comma 3, n. 1), c.p.
Whistleblowing: gli obblighi delle aziende pubbliche e privateIl secondo episodio di questa serie di podcast sul whistleblowing è dedicato agli obblighi organizzativi di amministrazioni pubbliche e imprese: istituzione di canali interni sicuri e riservati, individuazione del gestore delle segnalazioni, rispetto di termini procedurali, coordinamento con i modelli 231 e conformità alle Linee guida ANAC, con l’obiettivo di trasformare il whistleblowing in un efficace strumento di governance e gestione del rischio.
Contributo unificato nei giudizi previdenziali: chiarimenti dal MinisteroNei giudizi di opposizione ex legge 24 novembre 1981, n. 689 in materia di contributi previdenziali, nelle opposizioni all’esecuzione avverso cartelle esattoriali o avvisi di addebito per contributi previdenziali, nonché nelle opposizioni agli atti esecutivi sempre relative alla materia previdenziale, il contributo unificato va determinato in base alla materia del procedimento.
La CT di parte rientra tra le spese processuali e non serve la prova del pagamentoLa nomina del consulente di parte fa presumere l’assunzione dell’obbligazione di pagamento, sicché la relativa voce rientra tra le spese di lite liquidabili d’ufficio, anche senza prova dell’esborso, salvo che la controparte dimostri la gratuità o l’estinzione del debito. Diverso il regime delle spese stragiudiziali di perizia, che devono essere qualificate come danno emergente e richiedono la prova della spesa sostenuta o dell’insorgenza del debito nel patrimonio del danneggiato.
Non basta il contratto regolare a escludere lo sfruttamento di manodoperaNel procedimento cautelare per presunto sfruttamento degli addetti a un impianto di benzina, il Tribunale del riesame aveva escluso lo stato di bisogno valorizzando la regolare assunzione, la disponibilità di un alloggio e di autovetture, nonché la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali in caso di licenziamento. La Cassazione censura questo approccio, considerando che lo stato di bisogno non coincide con il disagio estremo, ma con una situazione di grave difficoltà, anche temporanea
RASSEGNA DELLA SEZIONE LAVORO DELLA CASSAZIONE
Il divieto di contatto diretto con il giudice sul procedimento in corso opera anche per l’avvocato-parte?Il divieto di cui all’art. 53, comma 2, del Codice Deontologico Forense – "Rapporti con i magistrati" – impedisce al difensore, salvo casi particolari, di interloquire con il giudice in merito al procedimento in corso senza la presenza dell’avvocato della controparte.
Prededuzione: un nuovo (e più tradizionale) approccio per coglierne natura e finalitàL’Autore, analizzato l’istituto della prededuzione alla luce dell’ultima modifica legislativa apportata al secondo comma dell’art. 6 c.c.i.i., àncora tale istituto ad una vocazione fondamentale: quella di concorrere alla migliore soddisfazione dei creditori nell’ambito di una determinata procedura. L’individuazione di questa finalità, in primo luogo, funge da chiave di lettura per l'applicazione della prededuzione ai crediti dei professionisti che hanno assistito il debitore prima dell'apertura
RASSEGNA DELLE SEZIONI CIVILI DELLA CASSAZIONE
Denuncia errata e danno di immagineIl Tribunale di Milano (sent. n. 4905/2026) riconosce la responsabilità civile della denunciante che, per grave negligenza, aveva indicato dati identificativi errati in una querela, provocando indagini e perquisizioni nei confronti di un soggetto estraneo ai fatti. La decisione valorizza la tutela dell'immagine e del danno non patrimoniale, affermando che il nesso causale non è escluso dall'attività investigativa dell'autorità giudiziaria, la quale può concorrere, ma non sostituirsi, alla condot
Intercettazioni inutilizzabili se il G.I.P. sbaglia la qualificazione giuridica del fattoLa Corte di Cassazione ha affermato il principio per cui le “ metamorfosi fisiologiche” dell’imputazione, legate cioè alla naturale evoluzione del procedimento che può determinare una successiva modifica del fatto storico e quindi della sua qualificazione giuridica, consentono di utilizzare le conversazioni intercettate, mentre l’errore di diritto del g.i.p. che attribuisce un erroneo nomen iuris al fatto contestato non ne consente l’utilizzabilità, giacché in questo caso non si tratta di metam