La sottomissione nelle molestie di genere e sessuali: quando il consenso non basta – Parte IIQuesto secondo contributo esamina sistematicamente l’art. 26 del Codice delle pari opportunità, evidenziando la diversa funzione dei commi 2-bis e 3. La sottomissione viene definita come condizione oggettiva di soggezione strutturale, idonea a viziare il consenso anche quando formalmente espresso. Superando la concezione astratta della volontà negoziale, l’articolo ricostruisce la sottomissione quale categoria giuridica relazionale, incompatibile con la libertà di autodeterminazione della persona e rilevante ai fini della validità degli atti.
La Cassazione ribadisce il divieto di sequestro probatorio per indeterminatezza e tardività della notitia criminisLa IV Sezione della Suprema Corte è recentemente intervenuta sui nodi del rapporto tra la legittimazione del sequestro probatorio di dati informatici e il contenuto e la tardiva iscrizione della notizia di reato, atteso che la determinatezza del suo contenuto costituisce il necessario presupposto dell’adozione del decreto di sequestro probatorio.
Condizione risolutiva della servitù: la Cassazione richiama i principi su prova e pubblicità immobiliareLa prova dell’avveramento della condizione risolutiva grava sulla parte che vi ha interesse, ossia su chi ne invoca gli effetti estintivi, né il giudice può esimersi dalla valutazione di tutte le risultanze istruttorie, limitandosi ad assumere come “dato” l’avveramento della condizione.
La Consulta sulla messa alla prova minorile dopo il Decreto Caivano: l’incostituzionalità è parzialeLa Corte Costituzionale è stata chiamata a confrontarsi nuovamente con la disciplina della messa alla prova minorile come modificata dal d.l. 123/2023, il c.d. decreto “Caivano”; accogliendo solo in parte le censure dei giudici rimettenti, la Consulta ha ritenuto che la preclusione per gli imputati di violenza sessuale (individuale o di gruppo) aggravata non sia incostituzionale nella sua interezza, ma solo rispetto alle ipotesi in cui ricorra l’attenuante dei “casi di minore gravità”.
Sanzioni ai contribuenti: colpevole il commercialista negligenteIl professionista incaricato della predisposizione della dichiarazione dei redditi per conto del proprio cliente, in base alla diligenza richiesta dal Codice civile, è tenuto al controllo circa la sussistenza dei presupposti di legge per l'inserimento dei relativi dati.
Stalking: legittima l’acquisizione diretta degli screenshot WhatsApp prodotti dalla vittimaLo screenshot dei messaggi WhatsApp intercorsi tra la persona offesa e l’imputato di atti persecutori può costituire prova legittimamente acquisita quando non sussistono dubbi sull’attendibilità della vittima.
Testimone “autoindiziato”, esame interrotto e niente controesame: confermata la violazione del diritto alla provaRichiamando il precedente “Mazarache”, la Cassazione afferma che l’esame testimoniale non può essere troncato in via definitiva prima della sua conclusione e prima del controesame, che è parte essenziale e incomprimibile del modello accusatorio.
Danneggiamento del braccialetto elettronico: è configurabile l’aggravante della destinazione ad un pubblico servizio?In tema di danneggiamento, nel caso in cui il delitto abbia ad oggetto il dispositivo elettronico di controllo a distanza, è configurabile l’aggravante della destinazione della cosa danneggiata ad un pubblico servizio, con conseguente procedibilità d’ufficio, risultando tale strumento funzionale ad assicurare il controllo della persona sottoposta a misura cautelare nell’interesse della collettività.
Riders, primo controllo giudiziario nel settore delivery: il caso Foodinho-GlovoControllo giudiziario d'urgenza ex art. 3 legge n. 199/2016 per Foodinho s.r.l., società del gruppo Glovo che impiega circa 40.000 riders. Per la prima volta, una piattaforma di consegne a domicilio viene sottoposta a tale misura cautelare reale specifica per il reato di caporalato.
L’esenzione revocatoria è rilevabile d’ufficio nella revocatoria del curatore?Con l’ordinanza in commento, la Suprema Corte precisa che l’esenzione dall’azione revocatoria costituisce eccezione in senso stretto e, come tale, soggiace alle preclusioni processuali, così confermando un’impostazione rigorosa nella quale il potere di allegazione compete esclusivamente alla parte e va esercitato nei tempi e nei modi previsti dal rito applicabile.
Quando la creazione di un fondo patrimoniale non basta a integrare la sottrazione fraudolentaLa Cassazione, con la pronuncia in oggetto, è intervenuta nuovamente sul perimetro applicativo del delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte ex art. 11 d.lgs. 74/2000, con riferimento alla costituzione di un fondo patrimoniale a fronte di debiti erariali già emersi.
Procedimento di prevenzione: contraddittorio e diritto di difesa del terzo interessato nella prosecuzione dell’attività aziendale, cessazione e vendita dei beniIl soggetto, già fallito ma tornato in bonis conserva una posizione processuale qualificata nel procedimento di prevenzione patrimoniale e ha diritto a partecipare e ad impugnare i provvedimenti che incidono sulla gestione e sulla destinazione dei beni sequestrati.
Illegittimo il licenziamento del cassiere che fallisce il c.d. “test del carrello"Con la sentenza n. 586 del 5 gennaio 2026, il Tribunale di Siena ha dichiarato la nullità del licenziamento per giusta causa intimato a un addetto alla cassa di un supermercato, reo di non aver superato il c.d. “test del carrello”, attuato dal datore di lavoro per verificare il rispetto delle procedure di cassa illustrate durante la formazione. Il giudice ha ritenuto illegittima la pratica del predetto test in sede disciplinare, giudicando la condotta datoriale un’artificiosa preordinazione della prova, in violazione dei principi di buona fede e correttezza, finalizzata a creare un’apparente giusta causa di recesso.
Esposto all’Ordine e accuse dure al legale: per la Cassazione è diritto di critica, non diffamazioneL’esposto al Consiglio dell’Ordine, benché effettuato con toni aspri, non basta a integrare diffamazione se assume i caratteri della critica professionale finalizzata all’intervento dell’autorità disciplinare e se non diventa offesa gratuita alla persona.
Trattamento di fine servizio: la buona fede del percettore non esclude in sé la ripetibilità delle sommeCon le sentenze in commento, la Corte di Cassazione ricostruisce in modo organico la disciplina dell’indennità di anzianità dei dipendenti del parastato, soffermandosi sia sui criteri di calcolo del trattamento di fine servizio, sia sulla legittimità della ripetizione dell’indebito da parte dell’amministrazione.
La Cassazione in tema di protezione internazionale: due casi interessantiCon due sentenze depositate l’11 febbraio 2026, la Suprema Corte esplicita la portata del dovere di accertamento richiesto al giudice in merito a due casi di richiesta di protezione internazionale, afferenti, da un lato, ad una donna vittima della pratica delle mutilazioni genitali femminili e, dall’altro, ad un uomo affetto da patologia psichiatrica documentata.
Conferimenti incarichi da GPS: il docente riservista escluso dall'algoritmoLa precedenza accordata dall’art. 21 legge 104/1992 determina necessariamente per chi ne ha diritto una priorità nella scelta della sede che prescinde dalla collocazione in graduatoria. Il soggetto portatore di disabilità riservista è un vincitore di concorso a pieno titolo e, proprio in ragione della riserva, fa parte del contingente da assumere, all’interno del quale opera il diritto di precedenza […].
Via libera dal CdM al ddl su migrazione e asilo e a un nuovo Organismo per la paritàSi è riunito mercoledì 11 febbraio 2026, a Palazzo Chigi, il Consiglio dei Ministri presieduto da Giorgia Meloni, con la partecipazione del sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano.
Il singolo condomino può agire da solo se il condominio resta inerteIl singolo condomino può promuovere un’azione in giudizio – oppure resistere a quella proposta da altri – per tutelare i propri diritti di comproprietario pro quota sulle parti comuni, anche quando gli altri condomini non intendano agire o difendersi in giudizio.
Messaggi continui tramite Messenger: confermata la condanna per molestiaScenario della vicenda la piazza virtuale di Facebook. Secco il principio fissato dai giudici di Cassazione: la molestia è configurabile anche quando la comunicazione è veicolata tramite Messenger, se i messaggi raggiungono direttamente il dispositivo della vittima e sono da questa immediatamente percepiti.