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NEWS
Esposto all’Ordine e accuse dure al legale: per la Cassazione è diritto di critica, non diffamazione
L’esposto al Consiglio dell’Ordine, benché effettuato con toni aspri, non basta a integrare diffamazione se assume i caratteri della critica professionale finalizzata all’intervento dell’autorità disciplinare e se non diventa offesa gratuita alla persona.

Quando la creazione di un fondo patrimoniale non basta a integrare la sottrazione fraudolenta
La Cassazione, con la pronuncia in oggetto, è intervenuta nuovamente sul perimetro applicativo del delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte ex art. 11 d.lgs. 74/2000, con riferimento alla costituzione di un fondo patrimoniale a fronte di debiti erariali già emersi.

Trattamento di fine servizio: la buona fede del percettore non esclude in sé la ripetibilità delle somme
Con le sentenze in commento, la Corte di Cassazione ricostruisce in modo organico la disciplina dell’indennità di anzianità dei dipendenti del parastato, soffermandosi sia sui criteri di calcolo del trattamento di fine servizio, sia sulla legittimità della ripetizione dell’indebito da parte dell’amministrazione.

L’esenzione revocatoria è rilevabile d’ufficio nella revocatoria del curatore?
Con l’ordinanza in commento, la Suprema Corte precisa che l’esenzione dall’azione revocatoria costituisce eccezione in senso stretto e, come tale, soggiace alle preclusioni processuali, così confermando un’impostazione rigorosa nella quale il potere di allegazione compete esclusivamente alla parte e va esercitato nei tempi e nei modi previsti dal rito applicabile.

La Cassazione in tema di protezione internazionale: due casi interessanti
Con due sentenze depositate l’11 febbraio 2026, la Suprema Corte esplicita la portata del dovere di accertamento richiesto al giudice in merito a due casi di richiesta di protezione internazionale, afferenti, da un lato, ad una donna vittima della pratica delle mutilazioni genitali femminili e, dall’altro, ad un uomo affetto da patologia psichiatrica documentata.

Illegittimo il licenziamento del cassiere che fallisce il c.d. “test del carrello"
Con la sentenza n. 586 del 5 gennaio 2026, il Tribunale di Siena ha dichiarato la nullità del licenziamento per giusta causa intimato a un addetto alla cassa di un supermercato, reo di non aver superato il c.d. “test del carrello”, attuato dal datore di lavoro per verificare il rispetto delle procedure di cassa illustrate durante la formazione. Il giudice ha ritenuto illegittima la pratica del predetto test in sede disciplinare, giudicando la condotta datoriale un’artificiosa preordinazione della prova, in violazione dei principi di buona fede e correttezza, finalizzata a creare un’apparente giusta causa di recesso.

Procedimento di prevenzione: contraddittorio e diritto di difesa del terzo interessato nella prosecuzione dell’attività aziendale, cessazione e vendita dei beni
Il soggetto, già fallito ma tornato in bonis conserva una posizione processuale qualificata nel procedimento di prevenzione patrimoniale e ha diritto a partecipare e ad impugnare i provvedimenti che incidono sulla gestione e sulla destinazione dei beni sequestrati.

Il singolo condomino può agire da solo se il condominio resta inerte
Il singolo condomino può promuovere un’azione in giudizio – oppure resistere a quella proposta da altri – per tutelare i propri diritti di comproprietario pro quota sulle parti comuni, anche quando gli altri condomini non intendano agire o difendersi in giudizio.

Via libera dal CdM al ddl su migrazione e asilo e a un nuovo Organismo per la parità
Si è riunito mercoledì 11 febbraio 2026, a Palazzo Chigi, il Consiglio dei Ministri presieduto da Giorgia Meloni, con la partecipazione del sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano.

L’Ispettorato del Lavoro può imporre il CCNL costituzionalmente adeguato con disposizione
Il potere di disposizione, di cui all’art. 14, comma 1, d.lgs. n. 124/2004, può riguardare anche la verifica dell'adeguatezza sostanziale della retribuzione prevista dal CCNL rispetto ai parametri costituzionali di proporzionalità e sufficienza ex art. 36 Cost., con conseguente imposizione di un contratto collettivo più garantista.

Conferimenti incarichi da GPS: il docente riservista escluso dall'algoritmo
La precedenza accordata dall’art. 21 legge 104/1992 determina necessariamente per chi ne ha diritto una priorità nella scelta della sede che prescinde dalla collocazione in graduatoria. Il soggetto portatore di disabilità riservista è un vincitore di concorso a pieno titolo e, proprio in ragione della riserva, fa parte del contingente da assumere, all’interno del quale opera il diritto di precedenza […].

Messaggi continui tramite Messenger: confermata la condanna per molestia
Scenario della vicenda la piazza virtuale di Facebook. Secco il principio fissato dai giudici di Cassazione: la molestia è configurabile anche quando la comunicazione è veicolata tramite Messenger, se i messaggi raggiungono direttamente il dispositivo della vittima e sono da questa immediatamente percepiti.

Prededuzione del compenso del curatore fallimentare e sequestro penale del profitto del reato tributario
In tema di rapporti tra sequestro penale e procedure concorsuali, la prededuzione del compenso del curatore fallimentare non si trasferisce alla successiva procedura penale ex d.lgs. 159/2011, restando il credito soggetto al concorso dei terzi nel giudizio di prevenzione.

Compensatio lucri cum damno in caso di danni da vaccino o talidomide
In tema di indennizzo riconosciuto per l’immissione in commercio del talidomide in assenza di adeguati controlli sanitari sui suoi effetti, «rimane fermo il diritto al risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale derivante da fatto illecito», ex art. 2043 c.c., che «deve essere riconosciuto nella misura in cui non tutti i profili di danno siano integralmente ristorati dall’importo dovuto, in quanto percepito o percipiendo, a titolo di indennizzo […]».

Assegno divorzile: è necessaria la prova dello squilibrio economico e dei sacrifici professionali
In sede di riconoscimento dell'assegno di divorzio non è sufficiente evocare in modo generico i sacrifici professionali fatti e un ipotizzabile futuro “danno contributivo”, ma occorre la prova puntuale dell'attuale  squilibrio economico, causalmente ricollegato alle scelte coniugali.

Consiglio di Stato, inaugurazione dell’anno giudiziario: conseguito l'obiettivo del Pnrr sulla riduzione delle pendenze
Nel suo intervento per l’inaugurazione dell’anno giudiziario e la presentazione della Relazione sull’attività della Giustizia amministrativa, il Presidente del Consiglio di Stato, Luigi Maruotti, ha affrontato numerosi temi di rilievo, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e delle più alte cariche dello Stato.

Incompatibilità del giudice dell’udienza preliminare che abbia partecipato al riesame o all’appello cautelare
La Corte Costituzionale, con sentenza n. 212/2025, ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 34, comma 2, c.p.p., nella parte in cui non prevede l’incompatibilità con la funzione di giudice dell’udienza preliminare del giudice che, come componente del tribunale del riesame, si sia pronunciato sull’ordinanza che dispone una misura cautelare personale nei confronti dell’indagato-imputato.

Insindacabile da parte del giudice dell’appello l’ordinanza di rimessione in termini per impugnare
L’ordinanza del giudice dell’esecuzione che restituisce la parte nel termine per impugnare ex art. 175 c.p.p. non è sindacabile da parte del giudice dinanzi al quale si è radicata l’impugnativa divenuta possibile in seguito alla restituzione in termine, potendo quella essere impugnata solo unitamente alla sentenza che decide sull’impugnazione, attraverso il mezzo proponibile contro quest’ultima decisione.

Inammissibilità dell’appello depositato con modalità non telematiche
È inammissibile l’atto di appello depositato dal difensore con modalità non telematica presso la cancelleria del Tribunale che ha emesso la sentenza impugnata, quando, alla data del deposito, per tale ufficio era già operativo l’obbligo di deposito esclusivamente telematico ai sensi della c.d. Riforma Cartabia e della relativa disciplina regolamentare; non rileva, in contrario, la disciplina transitoria che consente il deposito non telematico presso le corti di appello sino al 31 dicembre 2026, atteso che l’impugnazione deve essere proposta mediante deposito presso il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato.

GDPR: le decisioni del CEPD possono essere impugnate innanzi al Tribunale dell’Unione
Secondo la Corte di giustizia UE, una decisione vincolante del Comitato europeo per la protezione dei dati (CEPD) che risolve una controversia tra diverse autorità nazionali di controllo può essere impugnata innanzi ai giudici dell'Unione, in quanto atto destinato a produrre effetti giuridici nei confronti dei terzi.

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